Filosofia

  1. ... bisogna liberarsi dalle ansie della propria quotidianità e lasciarle a casa. Camminare ti aiuta a liberare la mente dagli stress, facendo emergere la soluzione ai problemi, e a scaricare l’energia negativa accumulata in mesi di lavoro.
  2. Impara a vivere in gruppo.
    Accetta le dinamiche del gruppo in cui sei inserito; i singoli componenti possono anche non piacerti tutti, ma ora tu fai parte di quel gruppo, per alcuni giorni impara a conviverci. Metti a disposizione del gruppo le tue conoscenze ed eventualmente le tue cose, e chiedi agli altri ciò che ti manca (conoscenze e cose materiali).
  3. Informa il gruppo delle tue sensazioni e dei tuoi stati d’animo: tenerli per te non aiuta il gruppo a capire cosa desideri. Informa la guida dei tuoi problemi: se può, farà di tutto per risolverli.
  4. Impara ad accettare gli imprevisti.
    Niente è irrimediabile e durante un trekking gli imprevisti sono all’ordine del giorno. Perdere un sentiero, arrivare col buio, non trovare viveri là dove si aspettava, sono imprevisti che spesso hanno qualcosa da insegnarci.
  5. Non caricare la guida di troppe aspettative.
    La guida è a tua disposizione per risolvere ogni problema, ma non scaricarti su di lei se la tua scelta non era sufficientemente motivata e ponderata. Chiediti piuttosto perché hai partecipato al trekking, quali erano le tue aspettative e dove sono venute meno.
  6. Il trekking richiede un buono spirito d’adattamento. Lo spirito d’adattamento ti farà apprezzare esperienze che non avresti mai pensato di avere (dormire una notte all’aperto, sotto la luna piena, - per esempio - è una cosa che pensavi di non fare mai, e invece...).
  7. Non correre! Scopri la pace interiore della lentezza consapevole, impara a camminare con passo lento, guardati intorno, c’è sempre un fiore nuovo, un insetto, un colore che ti stupiranno. Il trekking non è una competizione, anzi il ritmo del gruppo si deve adattare al ritmo del più lento.
  8. Scopri il silenzio! E’ bello il viaggio in gruppo perché si conosce gente nuova, si comunicano esperienze e si approfondisce la conoscenza degli altri e di noi stessi. Durante il cammino riscopriamo anche la bellezza del silenzio, dell’ascoltare il proprio passo, il proprio respiro, i suoni della natura. I compagni di cammino ce ne saranno grati!
  9. I viaggi a piedi sono utili per imparare a distinguere tra superfluo e necessario. Si scoprirà allora che cosa è necessario mangiare e cosa invece è abitudine, si scoprirà cos’è necessario nell’igiene quotidiana, nelle comodità, ecc. Eliminando il superfluo dagli zaini e dalle menti tutto sarà più leggero.
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