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13 Febbraio 2026 (539 / anno XXVI)
il cammino /317
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Walk for peace, again
I nostri cari monaci buddisti sono arrivati a Washington. Scrivono: “Dopo 3.700 chilometri di fede, pazienza e coraggio silenzioso, il viaggio raggiunge il cuore della nazione.” 16 uomini di pace, e un cane (Aloka). Hanno toccato l’anima di molti di noi. Come in passato ha fatto Gandhi, e tanti altri. E come immaginavamo sul numero scorso, in migliaia li hanno accolti e applauditi, la brava gente è accorsa. Mettersi in cammino per la pace, è sempre un gesto magnifico. Grazie cari monaci che avete tolto l’attenzione dei social dallo stupido teatrino dei politici impazziti, e l’avete riportata su quello che conta davvero! La pace e la fraternità tra gli uomini.
Luca Gianotti
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In questo numero:
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Salento last minute
Ultima occasione per i soci per iscriversi al cammino Salento a passo lento. Il programma rimane inalterato, ma si può ripartire la sera prima per chi vuole rientrare in tempo per votare al referendum. Cosa c’è di meglio del salutare la primavera camminando in Salento, col clima mite tipico qui? Un cammino facile, ma ricco di contenuti. Compreso la festa delle tavole di San Giuseppe, una tradizione che vi stupirà.
➤ Scheda cammino.
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✔ Pensiamo con i piedi!
Quali sono le cause più comuni che costringono i camminatori ad abbandonare in anticipo un viaggio che tanto hanno desiderato e per il quale si sono fisicamente e mentalmente preparati?
Le statistiche escludono la stanchezza, lo sconforto e gli infortuni gravi. Pare invece che i peggiori nemici dei camminatori siano piccole vesciche e distorsioni accidentali, fastidi trascurabili nella maggior parte delle nostre vite quotidiane, ma non quando la nostra passione è il camminare.
La buona notizia è che questo tipo di infortuni può essere prevenuto con piccole accortezze nella scelta dei materiali e con una maggiore cura di noi stessi sia prima che durante il cammino. Qui di seguito alcuni consigli.
Massaggiare con un unguento specifico l’intero piede all’inizio e alla fine di ogni tappa favorisce la circolazione e riduce la frizione che si crea tra piede calze e scarponi durante le tante ore di cammino.
Si consigliano calze con una componente in fibra naturale come cotone o lana merinos per garantire una maggiore traspirabilità, con rinforzi nelle parti più interessate dal contatto con lo scarpone.
Per quanto riguarda gli scarponi sarebbe necessario un capitolo a parte. Ci limitiamo a sottolineare l’importanza della qualità dei materiali, la traspirabilità, il peso e l’idoneità al tipo di attività svolta. Ad esempio, uno scarpone da trail running non sarà mai in grado di fornire il comfort e la robustezza necessarie alle tante ore di cammino con un considerevole carico sulle spalle. Una volta scelto, il nostro scarpone, deve essere testato per diversi giorni consecutivi per evitare spiacevoli sorprese durante il viaggio.
Nei nostri cammini chiediamo di indossare scarponi a caviglia alta, la miglior scelta nel prevenire gli infortuni che interessano l’articolazione della caviglia, senza comunque compromettere la comodità della calzata. Questa opinione è confermata da diverse ricerche, ma soprattutto da chi di noi ha fatto del camminare uno stile di vita.
E la filosofia del barefoot? Se per barefoot intendiamo piedi nudi allora sì, questa è la miglior prevenzione contro le vesciche da sfregamento, una volta eliminate calze e scarpe la nostra pelle può traspirare in assoluta libertà. Purtroppo, fin dai primi anni di vita, tutti noi abbiamo indossato calzature che col passare degli anni hanno indebolito la muscolatura dei nostri piedi e l’articolazione stessa della caviglia, modificando così, postura e modo di camminare. La reversibilità di questo processo non è affatto semplice e potrebbe risultare addirittura dannosa per alcuni. Il passaggio ad una calzata barefoot o al camminare a piedi nudi dovrebbe quindi avvenire in modo graduale e consapevole.
Per concludere, come sempre, vale il consiglio di informarsi, affidarsi a fonti attendibili e soprattutto sperimentare in autonomia, senza seguire le mode ma testando su noi stessi ciò che ci fa stare bene. E ovviamente seguire i consigli di chi, come noi guide della Compagnia dei Cammini, passa la maggior parte dell’anno con degli scarponi ai piedi!
Buoni passi a tutti e tutte, ci vediamo in cammino.
Tommaso Benassi
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✔ Notizie dal Cammino dei Briganti
La nuova stagione del Cammino dei Briganti inizia con alcune novità. Intanto il miglioramento del percorso, le tappe 3 e 4 sono cambiate per far diventare il cammino completamente itinerante. Quindi non più 2 notti a Cartore e escursione ad anello al lago della Duchessa, ma da Nesce si va a Corvaro, da lì si sale al lago della Duchessa per poi scendere a Cartore, dove si dorme una notte. Altra novità è la pubblicazione del nuovo sito web. www.camminodeibriganti.it è ora un sito rinnovato, in due lingue (italiano e inglese), con mappa interattiva sia satellitare sia escursionistica. Sempre aggiornato e riferimento per percorrere il cammino con tutte le info utili.
Altre novità seguiranno. Se non lo avete ancora percorso, dovete percorrerlo. Se lo avete già percorso qualche anno fa, perché non percorrerlo un’altra volta per viverne le tante novità introdotte negli ultimi anni? Possiamo dire che è un cammino diverso, è cambiato tanto, e a detta di tutti è migliorato.
E se volete farlo in gruppo, la Compagnia dei Cammini organizza ben 4 proposte sul Cammino dei Briganti per il 2026. Due per adulti, una per under 40 e una per adolescenti. Eccole.
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✔ Muravera, il mio paese
Arrivare a Muravera significa andare oltre l’idea di Sardegna legata solo al mare. Costa Rei, la sua località balneare più famosa è lì, poco distante, ma il paese racconta altro: un tempo più lento, scandito dalle stagioni e da gesti che si ripetono da generazioni.
Un paese che ha visto emergere donne forti come Francesca Sanna Sulis, stilista e benefattrice del XVIII secolo, nota come la “signora della seta”. Una figura illuminata, sostenitrice dell’emancipazione femminile, rivoluzionò la bachicoltura e la produzione serica in Sardegna, creando una “nuova via della seta” e offrì lavoro e formazione a molte donne. Ora il paese la ricorda dedicandole un museo e un murales nelle strade del centro storico.
Poco distante un altro simbolo del paese ci riporta indietro nel tempo, La Domu de is Candelajus, la Casa dei Candelai. È una vecchia abitazione, quella di Zia Savina, che un tempo produceva candele artigianali.
Girando tra le stanze si incontrano antichi attrezzi, stampi per ex voto e spazi dedicati alla tessitura, alla filatura, al ricamo e alla tintura dei tessuti. È un percorso che racconta la creatività, la pazienza e il sapere delle donne di Muravera, in un’atmosfera semplice e autentica.
Tradizione e folklore trovano la loro massima espressione nella Sagra degli Agrumi, conosciuta come Sa Festa: una grande celebrazione primaverile che riempie il paese di colori, musica e costumi tradizionali. Le strade si animano con gruppi folk vestiti con abiti ricchi di tessuti preziosi e gioielli in filigrana, accompagnati dal suono delle launeddas, i caratteristici antichi strumenti a fiato realizzati con canne.
Qui gli agrumi non sono solo un simbolo. Muravera è conosciuta in tutta l’isola come la città degli agrumi, e camminando tra i giardini e le campagne lo si capisce subito. Aranci, limoni, mandarini e pompelmi crescono grazie al clima e alla presenza del Flumendosa, il fiume che da sempre rende fertile questa terra.
Durante la Sagra ci si ferma spesso: per assaggiare, per parlare, per osservare. Tra mercatini e piazze affollate, l’agricoltura locale diventa un racconto condiviso, fatto di profumi intensi e sapori semplici, dei dolci di mandorle arricchiti dalla scorza di agrumi, del profumo di mirto e quello del pane fresco cotto a legna…
Un filo che ritorna spesso è quello della tessitura. Nei costumi, negli allestimenti, negli oggetti esposti, si riconosce un sapere antico che non è scomparso. A Muravera si continua a lavorare al telaio, a realizzare scialli e tappeti con tecniche tramandate nel tempo e con antichi telai. Sono gesti lenti, precisi, sono lavorazioni che ancora oggi vengono portate avanti con passione dalle tessitrici artigiane, custodi di una storia fatta di intrecci di fili e motivi ricchi di significato che tengono insieme passato e presente.
Se avete partecipato ai miei cammini in Sardegna, o vi parteciperete, una visita a Muravera è d’obbligo.
Mara Battilana
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✔ Libertà
“Poiché avevo bisogno di amare e di essere amato, credetti di essere innamorato. In altre parole, rimbecillii.”
Ieri mi sono imbattuto in questo pensiero di Albert Camus; parole che sento risuonare dentro e che mi hanno spinto a riflettere non solo sull’Amore, ma anche sulla Libertà, un tema oggi quanto mai urgente. Così mi sono permesso di rielaborarlo: “Poiché avevo un bisogno disperato di libertà, credetti che bastasse «averne». In altre parole: rimbecillii”.
La libertà, proprio come l’Amore, ha due volti: quello del limite e quello dell’illimitato; la dimensione sociale e quella interiore.
La libertà sociale è la condizione che ci permette di muoverci, parlare e viaggiare serenamente seguendo leggi etiche universali (quelli che chiamiamo “diritti umani”). È un privilegio di cui godiamo, almeno per ora, in questa parte di mondo e che troppo spesso diamo per scontato. Questa libertà è un diritto che in un regime fondamentalista ci verrebbe negato con la forza. Per questo credo che ogni giorno dovremmo sostenerla attivamente: in democrazia, ad esempio, anche andando a votare.
La libertà interiore, invece, è qualcosa di profondamente diverso. Non si decide a tavolino: accade e ti determina. Non si conquista con la forza, ci si arrende ad essa. Si presenta a chi coltiva le condizioni per riconoscerla e a chi sa attendere in ascolto. Non è un privilegio per pochi e non ha a che fare con il potere o lo stato sociale.
Spesso trattiamo anche la libertà interiore come una risorsa da “avere”, per cui lottare o, peggio, da comprare. La immaginiamo come un materiale da estrarre come fosse oro o petrolio, o come un premio da concedersi sotto forma di vacanza più o meno “spirituale”. Io credo, invece, che la libertà interiore non sia la fuga dai propri ruoli, ma un magnifico evento totalizzante. È più simile a un soffio che ti attraversa che a una condizione che possiedi.
Camminare, vivere nella Natura e praticare la consapevolezza è ciò che permette a questo soffio di mettersi in movimento.
Il conquistatore potrà anche scalare la vetta più alta, ma se resta schiavo del proprio affanno, la vera libertà gli rimarrà preclusa. Il camminatore che sa invece fermarsi, muoversi e respirare con attenzione e cura, scoprirà che la libertà era già lì: aspettava solo che lui smettesse di cercarla altrove.
Noi camminiamo sia per sostenere la libertà sociale, sia per preparare il terreno interiore al sorgere della sua libera espressione. Allora anche l’amore non sarà più un bisogno, ma semplicemente uno stato dell’essere. Lo stato illimitato di chi, finalmente, è tornato a casa.
Nico Di Paolo
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✔ I greci lo dicono meglio
Si vede solo ciò che si conosce e si ascolta solo ciò che si sa. Il resto è un rumore di fondo in attesa di essere codificato e ri-conosciuto. Questa piccola rubrica mira a diminuire il rumore lungo i sentieri della Grecia. Ogni mese metto nero su bianco una frase, una parola, un gesto che possiamo notare lungo la via, per arricchire di gusto gli incontri che ogni cammino riserva. Perché ne scrivo? Cerco una risposta a questa domanda: se il rumore cala, cosa aumenta?
✔ Γεια, la salute nelle sue varie forme
Potresti non rivolgere altra parola che questa, potresti non avere modo, spazio e tempo per dire altro. Il cammino include incontri anche fugaci, sguardi tra due parentesi di incombenze a cui dare priorità. Sguardi che non vogliono evitarsi e che, lungi dai convenevoli di ampio respiro, costringono ad andare al sodo. E il sodo, in Grecia, è “Γεια - Ghià”: Ciao (la mano accenna un saluto, chiusa parentesi). Non sai se un giorno avrai ancora l’occasione di ritrovare quello sguardo per andare oltre un ciao. Quelle poche lettere vanno quindi assaporate tutte: una gamma, una epsilon, una iota ed un’alfa. Così come il rudere è un ricordo del palazzo, questa parola è cioè che resta della sua forma lontana, la sua essenza, il muro portante. Questa la sua veste antica: ὑγίεια. Una ipsilon aspirata in più all’inizio, una iota in più dopo la gamma. A giudicare da tutte quelle vocali, doveva suonare splendidamente un tempo. Questo il suo significato antico: salute. Aspirata salute. A volte c’è più tempo, si può dire o sentirsi dire altro. Ecco che a “γεια - ghià” si aggiunge “σου - su”, a te. Γεια σου, ghià su. È un tu colloquiale, come il tono di chi saluta lungo il sentiero. Più si è in natura e si avverte la distanza dalla civiltà, più si tenta di ristabilirla con un’intimità istantanea: in cammino infatti non c’è spazio per distanze superflue, bastano quelle reali. Volendo, però, si può marcare una distanza con l’interlocutore e i suoni cambiano in “σας - sas”, a voi, letteralmente; a lei, in pratica. Γεια σας, Ghià sas, Salve! E infine, c’è il Γεια più conviviale, quello che accompagna nei brindisi. Γεια μας, salute a noi. Una sillaba ancora diversa, “μας - mas”, che esce sotto forma di suono e ritorna come brezza sul corpo, un augurio che fa il giro dei presenti e torna a noi. Bicchieri in alto e “Γεια μας, Ghià mas!”.Ma per sentire tutto il sapore di questa parola, capirne il viaggio, va menzionata una traccia che ha lasciato in italiano e che se ne sta ben incastonata nel muro portante. La salute non era (e non è) scontata purtroppo, anzi. Conservarla era un’arte, una tèchne. L’arte della salute era quindi la YGIEINÈ TÈCHNE, l’arte “igienica”: il concetto di salute si legava in modo indissolubile a quello di igiene, che ne era (e ne è) uno dei presupposti. Non resta che declinare, da buoni greci, la salute nelle sue varie forme: tirandola in ballo in un saluto fugace, praticandola nella quotidiana cura di sé e celebrandola con molti brindisi, così che risuoni ancora con tutte le sue vocali.
Freedom Pentimalli
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✔ Viaggi a piedi Compagnia dei Cammini
Disponibilità posti al 13 febbraio (i viaggi qui non indicati sono completi o annullati)
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Velatrek
Vela e trekking. Vento e passi. Onde e pietre. Mare e terra.
A questa serie di binomi aggiungiamo anche vedere e non vedere.
Questo sarà il viaggio che, dal 27 giugno al 4 luglio, vedrà un gruppo eterogeneo affrontare la meraviglia del Tirreno del Sud e lo splendore delle Egadi.
L’esperienza della Compagnia dei Cammini si unisce a quella di NoisyVision per un’imperdibile occasione di assaporare la natura – e noi stessi – in maniera totalizzante.
Dario Sorgato
➤ Velatrek alle Egadi, i Caraibi siciliani – edizione inclusiva
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✔ Cammini rinviati causa referendum
Il 22 e 23 marzo si vota per il referendum. La Compagnia dei Cammini ha deciso di spostare due viaggi che se mantenuti in quelle date non avrebbero consentito di votare.
L’antica Via Amerina, accompagnata da Daniele Moschini, è spostato nella settimana successiva, dal 28 marzo al 4 aprile.
Il cammino dei tre laghi lombardi, accompagnato da Igor Grigis, è spostato dal 13 al 20 giugno.
Il cammino in Salento a passo lento accompagnato da Luca Gianotti si concluderà il pomeriggio precedente alla data prevista, il 22 marzo, per consentire a tutti di tornare a casa in tempo per votare il 23 marzo. Senza perdere nessuna tappa del cammino.
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✔ Appuntamenti nella natura e nel naturale
Fiera dei Grandi Cammini a Milano
Venite a trovarci in fiera a Milano, dal 13 al 15 marzo. Siamo alla fiera “Fa’ la cosa giusta” con uno stand, dove troverete tanti amici, il nostro stand diventa ogni anno luogo di incontro, saluti e abbracci. Troverete allo stand Daniele, Igor, Mauro, Cesidio, amici del Cammino dei Briganti, e tanti altri. Siamo ovviamente nel padiglione dedicato ai cammini (padiglione 16, stand D55), ingresso gratuito, sito web della fiera: falacosagiusta.org
Fiera del Cicloturismo a Padova
Saremo presenti con un piccolo spazio anche alla fiera del cicloturismo a Padova, il 28 e 29 marzo. Troverete allo stand Luca, e altri amici/amiche. Veniteci a cercare, a prendere il catalogo 2026, a farvi consigliare il cammino giusto per voi. Saremo insieme al Cammino dei Briganti, che avrà uno spazio a fianco, per raccontare il nuovo percorso per mountain bike da poco nato tra Abruzzo e Lazio. Se amate la bicicletta e il cammino, non potete non venire! Ingresso gratuito.
fieradelcicloturismo.it
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✔ La vignetta
di Claudio Getto
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✔ Catalogo cammini 2026
Il catalogo è stampato, è bellissimo! Mai stato così bello, un libretto di 48 pagine. Bella grafica, bei contenuti: 160 viaggi, cosa volete di più? Per tutti i gusti, per tutte le tasche, per tutte le età. Sono partite le prime spedizioni, sta arrivando a tutti i soci degli ultimi 4 anni. Chi non è socio può richiederlo gratuitamente, compilando il form.
Per chi volesse sfogliarlo in anteprima, qui c’è la versione digitale del catalogo 2026. Potete cominciare a segnarvi le date sul calendario, spulciando i viaggi e scegliendo quelli che fanno per voi. Ricordate che sono divisi per 5 livelli di difficoltà, scegliere il livello alla vostra portata, e se avete dubbi, partite da livelli più bassi. Mai sovrastimare le proprie capacità! Ma ci sono tanti altri parametri per scegliere, perché ci sono cammini per ingolosire tanti aspetti diversi: cammini mediterranei e cammini nordici, cammini in Italia (tanti) e cammini in Europa e extraeuropei, cammini di pace in consapevolezza, cammini con il proprio cane, cammini inclusivi con persone affette da disabilità sensoriali, cammini d’autore con narrazioni, cammini per bambini e cammini per ragazzi e adolescenti. Quello che unisce tutta questa varietà è l’intenzione: camminare insieme, con attenzione, per vivere una esperienza profonda.
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✔ I nostri numeri
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