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22 Maggio 2026 (546 / anno XXVI)
il cammino /324
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Creta maggio 2026
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L’estate dei cammini
È tutto verde intorno, la stagione tardo primaverile e il prossimo inizio dell’estate hanno i colori più belli. La natura sprizza energia. Scalpita. Anche noi facciamo fatica a star chiusi tra quattro mura. Se possiamo, stiamo all’aperto, nel verde. Anche solo per una passeggiata o un giro in bicicletta. E sogniamo i cammini. Vicini o lontani, poco importa. In cammino è bello ovunque. Anche vicino a casa. In cammino si liberano le nostre energie migliori, i pensieri fluiscono limpidi, i polmoni si aprono, ci apriamo al mondo e agli altri.
Buoni cammini a tutti e tutte! E buona lettura.
Luca Gianotti
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In questo numero:
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Last minute
Ancora qualche posto libero in molti cammini di giugno, guardate l’elenco più sotto e troverete sicuramente un cammino che fa per voi, dai Silter ai tratturi, dalla Sicilia al Salento, dalla Finlandia alle proposte WildFox per ragazzi e adolescenti.
L’estate dei cammini è aperta!
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✔ Lettera sul nomadismo
Cari soci/e e amici/he della Compagnia dei Cammini, presto Said tornerà in Italia. Dopo un’assenza che per varie ragioni è durata a lungo, finalmente ci saranno nuove occasioni di incontro con camminatrici e camminatori della Compagnia e non solo.
Mi preme particolarmente segnalare la partecipazione di Said alla 4° edizione 2026 della rassegna “Giugno migrante”, organizzata dal Centro di Accoglienza e di Promozione Culturale “Ernesto Balducci” di Zuliano, in provincia di Udine.
Nell’ambito di questa manifestazione - il cui calendario prevede l’allestimento di concerti e spettacoli teatrali, la proiezione di film e la promozione di momenti di confronto fra le molteplici culture che vi prendono parte – si svolgerà, il 17 giugno, un incontro-dibattito con Said Zarrouk e Luigi Nacci sul tema “Nomadismo e cammini solidali tra i margini. La testimonianza di un nomade Saharawi”.
È un argomento, quello del nomadismo, su cui ci confrontiamo spesso con i partecipanti ai cammini in Marocco, non solo nell’ambito del deserto, ma anche in Alto Atlante, nella Valle delle Rose e in quella di Ait Bouguemez che occupano, rispettivamente, il versante sud e quello a nord del Monte M’Goun.
Nei territori di questi aspri contrafforti - che stiamo preferendo al più noto e frequentato Parco Nazionale del Toubkal perché più genuine e meno condizionate dalla presenza turistica - una volta superati i villaggi di fondovalle, è infatti possibile incontrare comunità arcaiche di pastori nomadi che ancora si muovono, con greggi di centinaia di capi, fra spazi incontaminati, ricoverandosi in grotte protette all’esterno da muri a secco. Amskère sono i loro alpeggi invernali, a quote meno elevate, intorno ai 1.500 metri e Azib quelli estivi di alta montagna.
Ogni volta, dopo tali esperienze, non possiamo fare a meno di interrogarci sul futuro di queste genti, sempre più strette nella morsa di una modernità che non rispetta il loro stile di vita frugale e che sottrae spazi e libertà di movimento indispensabili al vivere nomade. In coscienza, non possiamo davvero eludere il senso di colpa davanti a civiltà ormai marginali che non sfruttano la Natura, ma vivono in perfetta simbiosi con essa dalla notte dei tempi, ma ci appaiono oggi destinate a soccombere a logiche miopi. Ne torniamo tuttavia anche rigenerati, consapevoli che il poco può essere tutto quanto occorre. Aver letto la gioia del cuore nei loro sguardi sereni ci ha fatto riflettere: un mondo diverso è pur sempre possibile.
Marina Pissarello
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✔ Memorie di diserzione sul Sentiero Spallanzani con Emergency
Avete tra i 18 e i 30 anni? Avete l’occasione di partecipare a un cammino speciale. Un cammino che approfondirà il tema della guerra, da tanti punti di vista. Intanto sarà un cammino di 5 giorni, che scenderà dalla montagna, nell’Appennino Reggiano, partendo da Castelnuovo nei Monti, dalla Pietra di Bismantova, e arriverà fino a Reggio Emilia città. Come partigiani, seguendo le storie dei partigiani che su queste montagne e colline si nascondevano, e che liberarono Reggio. Il cammino è organizzato in collaborazione con Emergency, e questa è un’altra grande notizia. Emergency in estate organizza alcuni ritrovi per giovani, chiamati Rise up!, fino ad oggi erano stanziali, in tenda, questo è il primo tutto itinerante. A Reggio Emilia in quei giorni c’è il Festival di Emergency, il tema è proprio la GUERRA, e il gruppo di ragazzi sarà accolto durante il festival, ci sarà un momento speciale dedicato al loro racconto di viaggio. Durante il cammino ci sarà un interessantissimo laboratorio esperienziale proposto da Emergency: Memorie di diserzione. A ciascun partecipante, alla partenza, viene assegnata una figura: una persona reale che ha rifiutato la guerra. Ogni partecipante riceve un piccolo quaderno-compagno con lettere, processi, testimonianze della “sua” persona. Quindi, dalla resistenza alle resistenze, con lo slogan Ripudia ben in mente. Cercando di coinvolgere anche gli abitanti dei paesi attraversati, sarà un evento fatto di tanti piccoli momenti importanti.
I posti sono solo 14, quindi ragazzi, iscrivetevi per tempo. I costi del cammino sono bassi, nessuno vuole guadagnarci, né Emergency né la Compagnia dei Cammini, anzi, è un investimento per un futuro di pace.
Se avete figli, nipoti, amici, di quell’età, fate un gesto giusto, passate loro questo link:
➤ In cammino contro la guerra sul Sentiero Spallanzani.
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Recensioni
✔ Rospi. Una storia di bambini briganti
Daniela Carucci ha percorso qualche anno fa il Cammino dei Briganti, è rimasta affascinata dall’ospitalità e dalle storie di quelle terre, e ha deciso di scrivere un romanzo. Letteratura per ragazzi, ma lo dico subito: questo libro lo consiglio anche agli adulti. La qualità della scrittura è eccelsa, e la storia di questi ragazzini che scappano dal loro paese, dove vivevano in miseria e subendo soprusi, per tentare di unirsi ai briganti, è una storia di ribellione, di maturazione, di crescita. I temi sono proposti dall’autrice con molta delicatezza, si evitano tante possibili trappole: l’ideologia, la banalizzazione, la retorica, e si evita una storia che sia avventura fine a se stessa. L’avventura è quasi interiore, c’è la sensibilità di questi ragazzini, la ribellione è forte ma delicata. È un romanzo di formazione (Bildungsroman): Battaglia, la giovane protagonista, ragazzina ribelle, un “maschiaccio”, entra nell’adolescenza con scelte importanti, compreso l’innamoramento. I briganti sono sullo sfondo, figure iconiche, nebulose, ma generose quando serve. Il capo della banda di briganti di quel territorio è una donna, la Regina, altra scelta vincente. C’è il forte legame con la natura, di chi vive a piedi scalzi nei boschi, e conosce i lupi e gli orsi. C’è il giovane piemontese biondo, che diserta. C’è la prova di coraggio da superare per diventare adulti e essere accettati dai briganti. Le illustrazioni di Alice Coppini, se all’inizio sembrano fragili, poi acquistano spessore e comunicano la parte visiva del racconto.
Ci scrive Daniela Carucci: “Il Cammino dei Briganti lo feci qualche anno fa per cercare tra i boschi e le piane del cammino tracce di quel passato: pietre, alberi, cieli, animali, spiriti… e ho trovato tanto”.
Formativo per i ragazzi, motivo di riflessioni sul passato e sul presente per noi adulti. Promosso. (LG)
Daniela Carucci – “Rospi. Una storia di bambini briganti”, illustrazioni di Alice Coppini, Sinnos Edizioni 2026 – 14 euro
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✔ Creta da maggio a ottobre
Si è concluso il cammino a Creta, e come spesso accade, è stata una esperienza forte, emozionante, con un gruppo che ha accolto la terra di Creta a pieni polmoni, che ha sperimentato il Deep Walking, che ha saputo diventare gruppo di amici. Qualche immagine per raccontarvi il cammino, e per darvi appuntamento a ottobre, sarà il cinquantesimo cammino a Creta della guida Luca Gianotti. È ora di prenotarsi, e prenotare i voli, non mancate l’occasione!
➤ Creta dal 16 al 25 ottobre
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✔ La Frisella Salentina
C’è un cibo che in Salento non è semplicemente cibo, ma quasi un piccolo rito quotidiano: la frisella. A prima vista sembra solo un pane secco, duro come una pietra… ma basta un po’ d’acqua e un po’ di sale per trasformarla in qualcosa di sorprendentemente vivo.
La sua storia, come spesso accade nel Mediterraneo, si muove a metà tra realtà e leggenda. Si racconta che già gli antichi navigatori la portassero in viaggio in quanto resistente, leggera, perfetta per lunghi mesi in mare. Il gesto più affascinante? Ammorbidirla direttamente nell’acqua salata del mare, come faceva mia nonna quando ero bambino, come se il mare stesso diventasse parte della ricetta. Non male per un pane, e per quel bambino che mangiava divertito.
Poi ci sono i crociati, che partivano dai porti pugliesi con le friselle nelle bisacce, una sorta di “snack medievale” che non scadeva mai. E, volendo spingersi ancora più indietro, c’è persino chi dice che sia arrivata con Enea. Sì, proprio lui. Difficile verificarlo, ma ammettiamolo, l’idea che un eroe epico mangiasse friselle ha un certo fascino per noi salentini che conserviamo un cuore sempre poetico.
Ma la parte più bella è forse quella più quotidiana. Un tempo le friselle venivano infilate in corde, come collane di pane (spiegazione per quelle con il buco in mezzo), pronte per essere portate in viaggio. I contadini mangiavano quelle d’orzo, più rustiche; i più fortunati quelle di grano. Oggi invece, per fortuna, la distinzione è sparita e davanti a una frisella siamo tutti uguali, anche se io continuo a preferire quelle di orzo, forse perché conservo ancora uno spirito essenziale.
E poi c’è il momento clou, quando dobbiamo “sponzarla”. Non è solo bagnarla, è un gesto quasi ritualistico, tramandato di generazione in generazione. Troppa acqua? Disastro. Troppo poca? Rimane un sasso. Ma quando l’equilibrio è perfetto, arrivano pomodoro, olio, sale… e improvvisamente capisci perché questo pane così semplice è diventato un simbolo.
In fondo, la frisella è un piccolo miracolo salentino: nasce povera, dura, essenziale… e finisce per raccontare storie di viaggi, di mare e di vita. E forse è proprio questo il suo segreto, ricordarci che le cose migliori, spesso, sono anche le più semplici.
Ed è anche per questo che, quando accompagno un gruppo in cammino sul Salento ionico, mi piace prepararle per tutti, un gesto antico, che unisce il ricordo dell’infanzia, la tradizione e il gusto, da condividere passo dopo passo.
Micha Calà
Il prossimo cammino in Salento con Micha parte il 6 giugno.
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✔ Viaggi a piedi Compagnia dei Cammini
Disponibilità posti al 22 maggio (i viaggi qui non indicati sono completi o annullati)
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Cammino, cani e relazione con l’animale
Tiziana Iannarelli ha intervistato Tomas Pirani per la trasmissione di Isoradio “Camminando l’Italia”. Una bella intervista per capire il valore del cammino con i cani che Tomas organizza. Camminare nella zooantropologia, lavorare sulla relazione. Si parla del cammino selvaggio nel parco dei 100 laghi, appennino parmense, in tenda, la proposta più intensa e immersiva che Tomas fa.
➤ L’intervista potete ascoltarla qui.
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✔ Terre Mutate e non vedenti
Grazie a NoisyVision che ha scelto di camminare lungo il Cammino nelle Terre Mutate con me e la Compagnia dei Cammini. Un gruppo inclusivo inarrestabile davvero perché ognuno era disposto a sostenere l’altro e calarsi in questi posti che sprigionano forza, della natura e delle persone, e rabbia, quella però determinata e consapevole.
Daniele Moschini
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✔ Appuntamenti nella natura e nel naturale
Ritiro di meditazione e trekking consapevole
Avalokita, centro di pratica nella tradizione di Thich Nhat Hanh, con sede in Abruzzo, a Castelli (Teramo), sotto il Gran Sasso, organizza dall’1 all’8 agosto un ritiro di meditazione e trekking consapevole. Si fa base fissa nel Centro Avalokita, e le giornate alternano pratiche di meditazione, seduta e camminata, guidate da Andrea Savardi, e da escursioni di 3-6 ore al giorno, guidate dalla guida alpina Vittorino. Costo dai 420 ai 490 euro, per info e iscrizioni seguite questo link.
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✔ Lettere
Di ritorno dal cammino a Creta l’isola delle gole delle capre degli dei
«Quello che resta.
Resta la vibrazione del sole sulla pelle, che mi piace pensare abbia stretto in un caldo abbraccio i miei passi, a volte incerti e misurati ma più spesso lenti e consapevoli.
Resta l’aver camminato accompagnata dal rumore del mare, rassicurante e avvolgente, come quando ti prende per mano una persona di cui ti fidi.
Restano le forme tonde e spigolose dei sassi, con i loro colori simili e diversi nello stesso tempo, che pare quasi di aver avuto il privilegio di camminare su un tappeto costruito da un artigiano dei più abili.
Resta l’adrenalina della corsa verso il mare,
Insieme ad una chiara sensazione di leggerezza che trasforma l’ansia della partenza in energia liberatoria e che ti fa urlare come una bambina incosciente e pronta alla vita.
Resta l’incanto delle gole attraversate, così potenti perché ancora integre e vergini, ma così fortemente fautrici di connessioni con gli antichi uomini che prima di noi le hanno percorse, che ti ricordano che, per quanto poco stiamo sulla linea del tempo, l’importante è cercare di starci bene
Resta la sintonia che si è creata nel gruppo, alimentata e coccolata dalla generosità della cucina cretese, che ha reso il nostro essere insieme una melodiosa armonia che risuonerà a lungo nel mio cuore
Resta l’energia profusa dai numerosi bagni in acque gelide, così come la sensazione di leggerezza e di benessere di quella mattina, quando nessuna barriera innaturale si è frapposta tra il mio corpo e il mare e che mi ha fatto sentire autenticamente a contatto con qualcosa di forte, cui ancora non riesco a dare un nome.
Resta l’esperienza nuova di un cammino profondo, a volte difficile ma in grado di restituire giorno dopo giorno nuovi elementi di consapevolezza e nuovi modi di stare e fare esperienza del mondo.
Resta la cura e l’intensità con la quale Luca ci ha accompagnato in questa isola, che prima immaginavo solo come approdo di gente da vacanza e che ora penso come uno scrigno di perle preziose, nascoste, difficili da trovare ma di una bellezza inestimabile.
Quello che voglio che rimanga è la pulizia dello sguardo che questi momenti e questo luogo mi hanno insegnato. Voglio che la quieta lucidità di questi giorni di cammino, rimanga anche nel mio quotidiano agire.»
Francesca
Di ritorno dalle Esplorazioni in Scozia – Cairngorms
«Dicono che, con l’avanzare dell’età, la memoria inizia a fare cilecca e a distorcere i ricordi.
Sarà per questo che pur essendo appena rientrata dai Cairngorms sto già pensando di ripartire.
Sarà perché ho già dimenticato lo zaino pesante, le salite, il terreno sconnesso, la pioggia, il freddo, la fatica. Ricordo solo l’aspra bellezza dei paesaggi, con l’inverno che ancora non vuole cedere il posto alla primavera, e il calore delle persone.
Avventure così un po’ ti cambiano, sicuramente in meglio.
Chiedo scusa in anticipo a coloro ai quali consiglierò di fare un viaggio come questo dicendogli che è bello e rilassante… Io lo ricordo così!»
Alessandra
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✔ Decennale inclusivo con NoisyVision
Ultim’ora, sono partiti due gruppi di NoisyVision da Bologna e Firenze, per incontrarsi a metà strada lungo la Via degli Dei. Per festeggiare il decennale, dieci anni di cammini inclusivi, auguri a Dario e a tutti gli amici di NoisyVision. Come vedete è tutto giallo, yellow the world!
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