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19 Giugno 2026 (548 / anno XXVI)
il cammino /326
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Franco Michieli in Piazza del Duomo a Milano, ieri • Foto Paolo De Carlo.
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Reato di pacifismo
“Dina è eccezionale e abbiamo bisogno che torni tra noi” scriveva Franco Michieli sul numero scorso, parlando dell’amica camminatrice. Ma niente è successo in questi 15 giorni, la notizia ha perso interesse sui media, e le 11 persone, di cui 2 italiani, una è Dina Alberizia, prigioniere delle carceri libiche, sembrano non interessare più a molti. Amnesty International e altre organizzazioni hanno promosso pochi giorni fa delle manifestazioni in tutta Italia, ma se n’è parlato poco.
Cerchiamo di non assuefarci alle disumanità. Dina (e gli altri) possono essere accusati solo di un reato: il pacifismo. Che per noi è un valore. Ma nel mondo di oggi sembra essersi perso, regna l’arroganza e la prevaricazione. Combattiamo per la pace, camminiamo in pace, non arrendiamoci alla disumanità.
C’è anche una petizione per Dina, se volete potete firmare.
Luca Gianotti
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In questo numero:
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Last minute giovani
Cari giovani, tante occasioni per voi questa estate con la Compagnia dei cammini. WildFox ha ancora aperte le iscrizioni su 5 proposte: una per ragazzini/e dagli 11 ai 13 anni (Mugello), tre per ragazzi/e dai 14 ai 17 anni (Dolomiti, Appennini, Mugello) e una per ragazzi/e dai 17 ai 20 anni (Corsica selvaggia). Qui le proposte.
Senza dimenticare il cammino con workshop sulla guerra per ragazzi/e dai 18 ai 30 in collaborazione con Emergency, di cui parliamo più sotto.
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✔ I greci lo dicono meglio
Si vede solo ciò che si conosce e si ascolta solo ciò che si sa. Il resto è un rumore di fondo in attesa di essere codificato e ri-conosciuto. Questa piccola rubrica mira a diminuire il rumore lungo i sentieri della Grecia. Ogni mese metto nero su bianco una frase, una parola, un gesto che possiamo notare lungo la via, per arricchire di gusto gli incontri che ogni cammino riserva. Perché ne scrivo? Cerco una risposta a questa domanda: se il rumore cala, cosa aumenta?
✔ Psomàki, neràki: un diminutivo che non diminuisce
“Èla, pàre psomàki!”. Che l’accoglienza sia comune in Grecia è risaputo. Ciò non toglie nulla allo stupore e al piacere di riceverla ancora e ancora. Era la mia prima volta a Kàrpathos, cercavo sentieri fino a quando il sole alto rubò ogni colore al paesaggio e faticavo persino a tenere gli occhi aperti: alcuni la chiamano controra, altri l’ora panica, cioè quando Pan riposa. Non è un buon momento per iniziare un sentiero, anzi, meno ci si muove e meglio è. Fortunato chi trova un po’ d’ombra. Ero molto fortunato, c’era Vassilis a portata di mano. Un tempo era un marinaio, usava il vento a mare. Da oltre quarant’anni lo intrappola nelle vele del mulino, adibito oggi a taverna: “Doulèvi me to meltèmi”, mi dice fiero: funziona grazie al meltemi. La moglie è di poche parole ma, come spesso capita, va al sodo: “Vieni, prendi del pane!”. Lo teneva ancora nel forno a legna, spento sin dal mattino. Nonostante l’afa, un tozzo di pane tiepido con olio, pomodoro e un pezzetto di feta, sono stati un lusso senza prezzo. “Thes neràki?” chiese Vassilis. “Sì, vorrei dell’acqua…” C’è una forma di riverenza tra le parole e quello a cui rimandano. Me la spiego così la tendenza del neogreco ad usare diminutivi di continuo. Psomì significa pane, mentre Nerò significa acqua. Quel suffisso -aki è un diminutivo che, sul serio, non diminuisce un bel niente: non c’era nessun panetto, nessuna acquetta su quel tavolo in quella taverna di Òlympos. C’era l’essenza e la bontà di quelle persone, ho assaporato loro, le papille erano tutte tese a non lasciarsi sfuggire ogni nota di gusto, era tutto amplificato. Oltre alla riverenza c’era il tatto, come se urlare il nome delle cose ne potesse alterare la chimica. Magari una consapevolezza antica è ancora attiva, si è forse memori di quando la farina scarseggiava e la siccità faceva venerare le cisterne più che le chiese. E allora risultano ancora più intimi quei diminutivi, come se poche lettere in più possano ancora ingrandire la culla della parola che accoglie la cosa a cui rimanda. La cura del mondo è nella cura delle parole, in barba a tutti i nostri superlativi superflui, alla nostra “famossima” che nessun psomàki può saziare.
Freedom Pentimalli
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✔ In cammino contro la guerra con Emergency
Con le “Memorie di diserzione” sul Sentiero Spallanzani.
Cinque giorni zaino in spalla dal medio Appennino alla pianura reggiana insieme a EMERGENCY e alla Compagnia dei cammini, per ripercorrere i luoghi della Resistenza e, a contatto con la natura e con i propri coetanei, aumentare la consapevolezza su cos’è la guerra e l’obiezione di coscienza. Grazie a un piccolo “quaderno-compagno” che raccoglie documenti e testimonianze su una persona reale che ha rifiutato la guerra, i partecipanti si confronteranno, camminando tra una tappa e l’altra, sul significato profondo dell’obiezione di coscienza. Cosa ha rifiutato, ad esempio, Pietro Pinna, il primo obiettore italiano? Quanto gli è costato farlo? Cosa ci dice oggi la sua esperienza? Un cammino contro la guerra per riflettere sulle scelte di libertà, responsabilità e pace che ognuno di noi può compiere. L’ultima tappa sarà a Reggio Emilia, in occasione del Festival di EMERGENCY.
Se volete approfondire, ecco la registrazione della diretta Instagram in cui Elisa la guida, Miriam di Emergency e Luca della Compagnia dei Cammini hanno raccontato l’evento.
Riservato a giovani tra i 18 e i 30 anni.
Scheda della proposta:
➤ In cammino contro la guerra sul Sentiero Spallanzani
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✔ Rassegna stampa
✔ Sentiero dell’Inglese
Sul nuovo numero della rivista Terranuova bell’articolo di Andrea Laurenzano dedicato al Sentiero dell’Inglese. Sono 4 pagine tutte da leggere per prepararsi a partire. Continua la collaborazione tra Compagnia dei Cammini e la rivista, dopo l’articolo di Luca Gianotti sul Cammino dei Briganti pubblicato a marzo.
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✔ Viaggi a piedi Compagnia dei Cammini
Disponibilità posti al 19 giugno (i viaggi qui non indicati sono completi o annullati)
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✔ Notizie associative
Si è tenuta lunedì 15 l’assemblea straordinaria per il rinnovo delle cariche statutarie della Compagnia dei Cammini. Il nuovo direttivo eletto è composto da: Luca Gianotti, Fabiana Mapelli, Matteo Casula, Stephane Wittenberg e Tommaso Benassi.
Auguri a loro per l’impegno che li aspetta!
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✔ Lettere
Said in Italia
«Ieri è successo qualcosa di bello.
“Said ci ha accolto” – come ha detto Luigi Nacci – insieme a un centinaio di persone al Centro di Accoglienza Ernesto Balducci a Zugliano. Dopo anni in cui ha cercato di tornare in Italia, è finalmente riuscito a ottenere il visto. Camminatori da ogni parte d’Italia hanno condiviso con Said Zarrouk e Marina Pissarello un pomeriggio di passi, musica e parole, in un contesto rurale alle porte di Udine dove non ti immagineresti mai di trovare qualcosa di così umano e autentico.
Io e la mia famiglia siamo arrivati trafelati a causa dei trasporti, ma l’intero gruppo, che era pronto a inoltrarsi nei campi, ci ha aspettato. Neanche il tempo di mettere mia figlia Luna nello zaino che già eravamo con i piedi nel fango, tra la soia e il frumento, a chiacchierare di cammini, di storie e di mondo.
Poi, all’improvviso, è apparso Roberto, poi Alberto, e poi Betty, e poi Bernadette, e poi Vanna, e poi Vittorio. Abbracci spontanei con amici che hanno camminato chi sul Il Sentiero dell’Inglese chi in Portogallo, chi nel deserto, chi sui Colli Euganei. Era palpabile la sensazione che la rete dei cammini e dei camminatori sia qualcosa che tesse fili invisibili tra le persone.
La voce incantevole di Nicole Coceancig ha zittito tutti. Nel silenzio della sera che volgeva al tramonto, rapiti dalle parole e dalla musica, mia figlia vagava tra l’erba e i sassi… Serena. Con le sue manine piccole esplorava ora una fontana, ora un fiore, per fermarsi poi di fronte a un disegno variopinto dell’Africa su un muro.
Africa. Terra da cui arrivano coloro che vengono accolti qui. Terra di Said e di tutti i suoi amici nomadi. Ed è proprio lì, tra le dune del deserto, che una luna gigante ha ispirato il tuo nome.
Luna.
Questo è il mondo che vogliamo per te… quello che abbiamo visto ieri. Quello di Said, Marina, Luigi.
Li abbiamo salutati mentre ancora dialogavano davanti al numeroso pubblico. E tu, ignara di tutto e di tutti, camminavi.
Grazie Luigi e grazie Compagnia dei Cammini per aver creato questo.»
Dario Sorgato
➤ Il racconto della serata su Messaggero Veneto
Di ritorno dalla Via del Tratturo
La Via del Tratturo, questi siamo noi!!! Bellissimo disegno di Marco
(notare il gilet nero di Cesidio, divisa della Compagnia dei Cammini!)
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Ieri a Milano in piazza del Duomo, presidio per Dina e gli altri prigionieri in Libia e non solo. Con Franco Michieli c'erano anche i nostri soci Paolo, Simona e Luigi • Foto Paolo De Carlo.
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✔ Il video finale
I Cairngorms sono una regione molto selvaggia della Scozia, diventati famosi grazie alle parole di Nan Sheperd nel libro “La montagna vivente”. Franco Michieli in maggio li ha attraversati con un gruppo di esploratori come lui. Lo spagnolo Josè Palacios ha montato le immagini usando le sue foto e quelle fatte da Franco. Una anticipazione: restate connessi, il prossimo anno Franco torna nei Cairngorms!
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con il contributo di Franco Michieli, Freedom Pentimalli, Stéphane, Maurizio e altri
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